
▪Conoscere Dio attraverso la Sua Parola
▪Solennità del Sacro Cuore
▪San Benedetto
▪Solennità
dell'Assunzione della Beata Maria Vergine
▪San
Gennaro
▪Rosario
▪Avvento
▪Immacolata Concezione
▪Santo
Natale
▪Beata
Maria Vergine di Lourdes
▪La
Domenica
Bere al Calice della Salvezza
▪"Pasci
le mie pecorelle"
▪Costruire Insieme sul
fondamento della fede
▪Essere
Parrocchia
▪Uniti per sempre
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità I
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità II
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità III
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità IV
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità V
▪L'Eucarestia genera e plasma la
comunità VII
Maria
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Il tempo pasquale si è concluso liturgicamente con la solennità della
Pentecoste, ma la sua grazia e la sua santa letizia si estendono anche a
tutto il tempo successivo. Vi sono, infatti, subito dopo la Pentecoste due
feste che ci presentano ancora, in sintesi, il mistero pasquale: il Corpus
Domini e il Sacro Cuore di Gesù. Esse si riferiscono al mistero dell’Eucarestia
– giovedì santo – e al mistero della croce – venerdì santo.
Quest’ultima festa ci fa adorare il cuore di Cristo trafitto sulla croce e
divenuto sorgente inesauribile di grazia e di consolazione. Giustamente la
pietà popolare ha voluto dedicare al Cuore di Gesù tutto il mese di
giugno, come già ha dedicato il mese di maggio a Maria Santissima.
Conoscete certamente le belle litanie gregoriane; alcune invocazioni sono
particolarmente significative:
Cor Jesu, fornax ardens caritatis, – Cor Jesu, bonitate et amore plenum…
Cor Jesu, attritum propter scelera nostra – Cor Jesu, lancea perforatum…
Cor Jesu, fons totius consolationis– Cor Jesu, vita et resurrectio nostra…
Cor Jesu, pax et reconciliatio nostra, miserere nobis…
Cuore di Gesù, fornace ardente di carità… Cuore di Gesù, traboccante di
bontà ed amore… Cuore di Gesù, spezzato a causa dei nostri peccati… Cuore
di Gesù, trafitto dalla lancia; Cuore di Gesù, sorgente di ogni
consolazione, Cuore di Gesù, nostra vita e risurrezione, Cuore di Gesù,
nostra pace e riconciliazione…, abbi pietà di noi!
Il Sacro Cuore è, infatti, la manifestazione piena ed umanissima della
tenerezza e della compassione di Dio verso di noi.
Quando si sente parlare di cuore viene comunemente da pensare alla sfera
dei sentimenti, talvolta persino a una certa letteratura romantica che,
benché abbia fatto il suo tempo, ogni tanto viene rispolverata e
riproposta dalla moda, quasi a voler attutire e mascherare le atrocità e
le sofferenze del mondo in cui viviamo.
Non è in questo clima sentimentale che bisogna collocare e vivere la
devozione al Sacro Cuore di Gesù, ma nel clima biblico, dove il cuore
indica la radice profonda e misteriosa della persona nel suo rapporto con
Dio, con un Dio personale che entra in dialogo a tu per tu con la sua
creatura e che si è fatto così vicino e presente agli uomini da voler
avere un cuore di carne per rendere loro sperimentabile e sensibile il suo
stesso amore divino. |
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Il cuore di Gesù si è formato nel più profondo segreto, presso il cuore
immacolato di Maria Vergine, e si è rivelato nel silenzio del Venerdì
Santo quando, squarciato per amore sulla croce, dalla sua ferita ha fatto
scaturire sangue e acqua come dono della sua reale e perenne presenza in
mezzo a noi.
Il cuore di Gesù è dunque la fonte inesauribile da cui possiamo attingere
l’abbondanza della grazia e in cui possiamo contemplare – come riassunte –
le grandi opere dell’amore di Dio per noi.
Il primo frutto di questa contemplazione consiste nel lasciarci a nostra
volta trafiggere il cuore, ossia nell’accogliere con gratitudine la
possibilità che ci è offerta di rinnovarci interiormente per essere
ri-creati: «Crea in me, o Dio, un cuore nuovo», cantiamo nel salmo 50. Sì,
è questa l’esigenza che sale dal più profondo del nostro essere: Crea in
me, o Dio, un cuore nuovo, purificandolo continuamente, perché
continuamente mi ritrovo peccatore. Unificalo, rendilo capace di
accogliere amore e di ridonare amore.
L’amore invincibile che ha portato Gesù sulla Croce e che è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo – dono di Gesù
risorto – è l’unica ragione della nostra vita, l’unica nostra speranza:
nulla abbiamo che valga di più e che rimanga al di fuori di questo, che è
il nostro destino eterno.
Tutta l’umana esistenza può essere interpretata e vissuta come un viaggio
compiuto nel nostro cuore per giungere nel cuore della Santissima Trinità,
infinito oceano di amore e di pace.
Quando il peso della fatica, della fragilità, del peccato sembra
schiacciarci, proprio allora Gesù ci offre il suo Cuore come luogo di
ristoro e ci chiede di conformarci a Lui nella mansuetudine e nella
dolcezza. Così facendo diverremo a nostra volta sorgente di pace e di
ristoro per tutti i nostri fratelli. Essi infatti potranno trovare in noi
un’icona viva di Colui che solo pone fine all’inquietudine che tormenta il
cuore umano, come bene afferma Sant’Agostino: «Ci hai fatti per Te,
Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in Te», poiché Tu
cerchi il cuore, scruti il cuore, non chiedi parole ma il cuore (cf. Conf
1,1).
Carissimi, con piena confidenza buttiamoci dunque nella fornace ardente
dell’amore di Gesù e invochiamo misericordia per noi e per il mondo
intero.
Vi salutiamo tanto fraternamente nel Signore.
Anna Maria Cànopi, osb
Isola San Giulio, Abbazia «Mater Ecclesiae» |