COMUNITA' PARROCCHIALE BEATA MARIA VERGINE IMMACOLATA DI LOURDES
 

 


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Maria

 

 

 

 

Solennità della

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

8 dicembre

Ave, rosa del paradiso

Davanti a uno spettacolo molto bello non c’è bisogno di fare commenti, perché ciò che è meraviglioso mette in silenzio di contemplazione; al massimo si possono fare esclamazioni di giubilo. È il nostro atteggiamento davanti a Maria Immacolata.

Con la liturgia, infatti, cantiamo:

«Tutta bella sei, o Maria; la colpa originale non ti ha neppure sfiorata», «Tu sei bianca come la neve…», «La tua veste è luce splendente, il tuo volto è come il sole», «Tu sei fragrante di profumo», profumo di Cristo, profumo di santità. Perciò «sei la gloria della Chiesa, sei la gioia del popolo cristiano, l’onore di chi ti riconosce come Madre», «Tu, la benedetta tra tutte le donne» (cf. antifone proprie delle Lodi e dei Vespri).

E con quante altre immagini si può esprimere la bellezza di Maria! Le creature più belle e più preziose dell’universo non sono che ombra a paragone con lo splendore e la preziosità di questa Donna uscita come gemma incomparabile dal pensiero e dal cuore di Dio.

«Ave, rosa del paradiso sbocciata al sole di Dio. Ave, sposa splendente di grazia. Ave, o tu che sei amata da Dio e sei motivo di gioia per il coro degli angeli e dei santi»: il repertorio delle lodi a Maria è inesauribile. Forse nessuna creatura è stata lodata come lei; forse nemmeno le lodi per Gesù Cristo superano quelle che sono state rivolte a Maria! E questo non sarebbe un “errore” teologico o liturgico, perché, lodando Maria, si loda al tempo stesso Dio Padre Creatore, il Figlio Redentore e lo Spirito Santificatore; si loda la SS. Trinità, alla quale ella è totalmente subordinata. Come attraverso un finissimo vaso di alabastro, in Maria si contempla e si esalta il mistero della grazia divina.

La festa dell’Immacolata Concezione di Maria, collocata all’inizio dell’Avvento, è dunque al suo giusto posto; ci aiuta ad orientare lo sguardo del cuore alla contemplazione del Verbo incarnato; ci dispone interiormente a farne esperienza vitale, quasi - come dice l’evangelista Giovanni - a “toccarlo” proprio attraverso l’umanità immacolata di Maria nella quale il suo corpo si è formato.

 

La bellezza consolatrice

La festa dell’Immacolata è innanzitutto la solenne celebrazione della grazia, della gioia, della bellezza spirituale e consolatrice, cioè della santità. Possiamo davvero dire che in Maria troviamo la “consolatio pulchritudinis”, la consolazione della vera bellezza che ha una missione grandissima e insostituibile: la missione della purificazione. Contemplando la bellezza spirituale, infatti, anche nei cuori più deturpati dal peccato si risveglia il desiderio della purezza, della trasparenza, della santità, in una parola si risveglia l’esigenza di entrare in piena comunione con Dio, riconciliandosi con lui. Per poter gettare il ponte tra “l’eterno e il tempo”, tra il “regno della luce infinita” e coloro che abitano nelle tenebre e nell’ombra di morte, Dio ha fatto confluire in Maria la sua inesauribile sorgente di grazia. Ella è - come dice anche san Bernardo - il grande “acquedotto” della grazia. Da lei infatti è nato colui che è “la” Grazia del Padre, l’Amore che perdona e che salva; colui dal quale «noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia» (Gv 1,16), senza misura. In che cosa consista questa particolare grazia è detto molto bene nella seconda lettura della Messa nella festa dell’Immacolata:

«Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

E in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo

per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,

predestinandoci ad essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo» (Ef 1,2-5).

La nostra riconciliazione con Dio avviene per opera di Gesù, nato dalla beatissima Vergine Maria. Ella, proprio per il suo speciale posto nel disegno della salvezza, «nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata da ogni macchia della colpa originale». Dire che Maria è “immacolata” non significa dunque dire che non ha bisogno di salvezza, ma che è creatura già pienamente redenta fin dal momento del suo concepimento. E Maria stessa dichiarerà che la sua mirabile sorte dipende tutta dallo sguardo misericordioso di Dio che si è posato sulla sua piccolezza.

 

Chiamati alla santità

Come Maria, anche noi siamo chiamati ad essere santi e immacolati alla presenza di Dio; e la santità consiste proprio nella partecipazione alla vita divina, quindi nella perfezione della carità. La fragilità della nostra natura umana, incline al peccato, non ci impedisce di vivere tale vocazione, poiché il Signore ci dona la grazia per corrispondervi.

Essendo stata preservata da ogni macchia di peccato - quindi da ogni forma di orgoglio, di egoismo, di vanità e di menzogna - Maria è stata subito pienamente posseduta da Dio, totalmente libera di corrispondere al suo amore. La sua bellezza spirituale è perciò incomparabile, ma noi pure veniamo rivestiti dello splendore della divina bellezza, ciascuno secondo la misura di grazia ricevuta. Non lasciamoci venire la malinconia di pensare che a noi la grazia sia data in misura scarsa! Per i meriti infiniti di Gesù Cristo la grazia è elargita in sovrabbondanza anche a noi. Purtroppo si costata che oggi, come sempre, si ritiene che la santità sia estremamente difficile ed eccezionale, perciò per molti l’unica preoccupazione - se c’è ancora - è soltanto di “salvarsi l’anima”. In qualcuno si insinua persino il pensiero che sia presuntuoso tendere alla santità, confondendo così la virtù dell’umiltà - che della santità è l’abito regale - con la mediocrità. Il Concilio Vaticano II ha invece chiaramente e insistentemente affermato che la santità è una chiamata universale; e proprio perché rivolta a tutti, Dio assicura a ciascuno i doni di grazia necessari, che scaturiscono dal mistero pasquale di Cristo. Ne consegue che per il cristiano la santità non è solo una proposta, ma un dovere. Gesù stesso dice: «Siate voi perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48).

Nessuno può permettersi di dire: «Per me può bastare così, quel che faccio è sufficiente; così come sono il Signore mi prende…». Se amiamo, è normale che tutto il nostro desiderio sia proteso verso una sempre più intensa comunione con Dio e tutto il nostro impegno sia volto a conformarci a Gesù Cristo, supremo modello della santità.

È molto significativo il fatto che non raramente proprio persone immerse nel peccato, sentano una profonda nostalgia di santità e talora abbiano come un “sesto senso” per individuare le persone sante e mettersi, per così dire, sotto la loro protezione. Ma questo avviene in modo eminentissimo per la Vergine Maria: non a caso, uno dei titoli con cui più frequentemente la si invoca è “rifugio dei peccatori”

Davanti alla Vergine Immacolata, come non subirne il fascino? «Anche altri, e molti, - scrive san Sofronio di Gerusalemme - prima di te iorirono in santità eminente, ma a nessuno come a te fu data la pienezza della grazia. Nessuno come te fu adorno di santità; nessuno fu elevato come te a sì lto grado di magnificenza; nessuno come te fu luminoso i luce celeste». Anche per noi, però, la santità deve costituire il nostro modo di essere e di agire. Il germe della vita divina, infatti, è posto nel nostro cuore, alla radice della nostra persona, là dove veramente siamo noi stessi senza maschere, nella cella interiore della nostra anima, alla sorgente dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. Lì dobbiamo risvegliarci alla fede e all’amore per innamorarci di Dio; lì dobbiamo coltivare il desiderio di essere buoni e puri; lì cercare di filtrare le suggestioni cattive e rafforzare il proposito del bene; lì ravvivare la fiamma della carità. Ma poiché non riusciamo da soli a perseverare nel cammino della santità, ci è indispensabile invocare la stessa Vergine Maria perché ci offra il suo aiuto, ci protegga, ci soccorra:

«O Maria, ti preghiamo:

facci comprendere, desiderare,

possedere in tranquillità

la purezza dell’anima e del corpo,

nei pensieri e nelle parole,

quella purezza che oggi il mondo attacca e rpfana con accanimento,

quella purezza alla quale il Cristo ha ocncesso

una delle sue promesse e beatitudini:

lo sguardo limpido che vede Dio.

Insegnaci il raccoglimento, l’interiorità;

Maria, insegna a noi l’amore.

L’amore chiediamo, Maria,

l’amore a Cristo,

l’amore unico, l’amore sommo,

l’amore totale, l’amore dono,

l’amore sacrificio per i fratelli.

Ottieni a noi, o Maria, la fede,

la fede semplice, piena e forte,

la fede sincera, la fede viva.

E poi, o Maria,

anche di speranza abbiamo bisogno e quanta!

Tu sei, Maria,

immagine e inizio della Chiesa:

risplendi ora innanzi al Popolo di Dio

quale segno di certa speranza

e di consolazione» (Paolo VI).

Maria Immacolata non è una creatura che possiamo soltanto contemplare da lontano, quasi riparandoci gli occhi con la mano per non esserne folgorati; è una presenza materna di amore, di pace, che Dio ha voluto mettere nella nostra vita.

Rallegriamoci dunque nel Signore in questo giorno in cui si celebra la festa della bellezza consolatrice. Nonostante tutte le tristezze che il mondo ci provoca ogni giorno con le sue brutture, non vinca mai in noi il pessimismo. Ricordiamoci che l’amore ha già vinto, poiché tutto è creato di nuovo nella santità vera per mezzo di Gesù Cristo che ha distrutto il peccato e la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità (cf. 2 Tm 1,10). Non sgomentiamoci per quanto di oscuro e angusto tenta ancora di aggredirci, poiché è con noi, baluardo di protezione, la Vergine Madre che ci ha donato il Salvatore. Guidati da lei ritroviamo l’orientamento e possiamo percorrere al sicuro il sentiero della conversione che si allarga man mano che il nostro cuore si dilata, fino a diventare quella via larga, spaziosa, immacolata, su cui corrono i puri di cuore: la via dell’amore. Come Maria e con Maria diventiamo così un lieto annunzio, un messaggio di pace e di gioia per i nostri fratelli.


M. Anna Maria Cànopi osb
Abbazia Benedettina «Mater Ecclesiæ»
Isola San Giulio – Orta (Novara)

 

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