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COMUNITA' PARROCCHIALE BEATA MARIA VERGINE IMMACOLATA DI LOURDES |
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Verso il Sinodo

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RELAZIONE 2004 |
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LA PAROLA CELEBRATA NELLA |
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Compito fondamentale della Chiesa
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I. Comunicare la parola celebrata |
| Da sempre la nostra parrocchia è presenza viva del Cristo nella storia concreta del territorio, presenza celebrata nella liturgia, in primo luogo con le celebrazioni eucaristiche, poi con i momenti per le Adorazioni, la liturgia delle Ore, il Santo Rosario, le meditazioni, la catechesi e in tempi più recenti, con la lectio divina, nei tempi forti dell'anno liturgico. |
| Ogni celebrazione viene accuratamente preparata in modo da consentire alla Parola di Dio di penetrare nei cuori. A tal fine le omelie, la preghiera comunitaria, la lectio biblica e le catechesi tengono conto sempre della struttura socio-culturale dell'assemblea, alla quale ci si rivolge, concretizzando contenuti ed interventi inerenti alle realtà esistenziali, proponendo interventi mirati in caso di problematiche particolari |
| Il contenuto dell'omelia è già testimonianza del Verbo e viene presentato con linguaggio semplice e chiaro e, a volte, familiare, spesso coinvolgente nell'espressione in modo da "catturare" l'attenzione dell'assemblea per accompagnarla sui sentieri evangelici dell'esistenza quotidiana; mettendo così in relazione con Dio la vita di ogni fedele e aprendone i cuori alla disponibilità. Questo accade, soprattutto, con le persone che hanno una "fede più matura" e sono assidue nelle celebrazioni. Diversa è invece la situazione dei "lontani" o degli indifferenti, cioè di coloro che solo occasionalmente partecipano alla liturgia, in quanto per molti di essi la parrocchia è vista come una "stazione di servizio" alla quale chiedere il sacramento o il servizio liturgico, più che altro, per rispettare abitudini familiari o tradizioni sociali. |
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| ogni richiesta da parte di questi fratelli diventa occasione d'incontro per i sacerdoti e per la comunità, queste occasioni, attraverso una calorosa accoglienza, la gratuità del servizio e la disponibilità anche a problematiche personali e a situazioni familiari particolari vengono utilizzate sia per istradare i "lontani" ad una migliore comprensione del significato dei segni che accompagnano le celebrazioni, sia per coinvolgerli nella vita attiva della comunità, per accompagnarli nel loro cammino di fede. |
| Ci rendiamo peraltro conto che tutto ciò non basta ad avvicinare tutti i "lontani", ma è la comunità che deve operare il primo passo andando verso di loro, perciò auspichiamo ulteriori iniziative come il volontariato, la formazione di un oratorio, con attività ludiche, nonché visite a domicilio per un primo approccio e per conoscere in modo più approfondito le esigenze locali. Anche la segnalazione da parte dei membri della comunità di situazioni particolarmente difficili o delicate è di grande utilità. |
| II. La fisionomia della nostra comunità Eucaristica |
| I fedeli che nella nostra parrocchia partecipano assiduamente alle celebrazioni eucaristiche hanno sufficientemente acquisito il senso della comunità e di appartenenza alla grande famiglia della Chiesa. Essi vivono autenticamente l'Eucarestia dominicale accrescendo ogni volta la familiarità del Cristo, convertendo i loro cuori alla Parola del Vangelo e rinnovando la propria vita. |
| Sempre più coloro che, seriamente coinvolti, sono disposti ad accogliere ed a far fruttificare il messaggio evangelico, cercando di mostrare con la propria vita, messa a disposizione degli altri, l'amore che Cristo ha per tutti. |
| Per coinvolgere anche i meno assidui occorre uno sforzo continuo nella preparazione di tali fratelli ai segni ed ai significati delle celebrazioni per accompagnarli sempre più dentro il mistero della morte e risurrezione di Cristo, facendoli sentire parte integrante di una comunità viva. Purtroppo non tutti hanno la capacità di ritenersi parte di questa famiglia, perciò la comunità deve mostrarsi e non essere solo un luogo di culto ma una comunità missionaria aperta a tutti con un linguaggio di una nuova evangelizzazione. Si propone, inoltre, per suscitare un maggiore interesse, per coloro che vivono attivamente la parrocchia e soprattutto per coloro che non la vivono affatto, di avviare incontri con gli operatori sinodali. |
| Nella nostra parrocchia ogni sacramento è inserito nella celebrazione eucaristica (matrimonio, cresima, liturgia funebre) per sottolineare che l'Eucarestia è la fonte dalla quale scaturiscono gli altri sacramenti; ma per comprendere e vivere i sacramenti occorre una solida catechesi sul loro significato, sui gesti e i simboli che li accompagnano. |
| La comunità eucaristica conosce perfettamente il valore dell'Eucarestia e degli altri sacramenti, mentre "lontani" hanno qualche difficoltà, soprattutto per il sacramento della Riconciliazione. Per rivitalizzare tale sacramento, momento di confronto della vita con il Vangelo e su come lo testimoniamo, occorre una maggiore disponibilità da parte dei presbiteri che hanno il compito di instillare nello spirito del fedele il senso del Bene che viene violato dal peccato e di far riscoprire al fedele tutta la gioia del ritorno nelle braccia del Padre, che lo accoglie con amore. Il sacramento della Riconciliazione ha bisogno di uno spazio cronologico al di fuori della celebrazione eucaristica dominicale. Il venerdì potrebbe essere il giorno più adatto, infatti esso è il giorno del memoriale della morte di Cristo, per dar modo di vivere tale sacramento in piena autonomia dalla celebrazione eucaristica. |
| Per il sacramento dell' Unzione dei malati è ancora necessario far comprendere, principalmente ai parenti dell'ammalato che tale Sacramento non rappresenta l'imminente dipartita del congiunto ma è la sua riconciliazione con Dio Padre. Infatti non è raro che tale conforto doni uno stato di tranquillità dello spirito che aiuta spesso il corpo a riacquistare la salute. Nella nostra parrocchia da qualche tempo celebriamo per ogni anno liturgico una S. Messa durante la quale viene amministrato comunitariamente l' olio dei malati. |
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Per il sacramento del matrimonio occorre, con una
robusta preparazione, far riflettere i giovani che l'Eucarestia è il
sigillo di un patto d'amore tra Cristo e l'uomo, patto confermato nel
Sacramento indissolubile del matrimonio, come pure nel sacramento
dell''Ordine Sacro. Sia alle celebrazioni del matrimonio, come pure alle
ordinazioni dovrebbe partecipare, in modo gioioso tutta la comunità , in
modo da accompagnare gli sposi e i novelli presbiteri nella loro nuova
realtà.
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| III. La comunità vive la domenica |
| La celebrazione liturgica domenicale è il momento centrale del giorno del Signore per tutta la comunità parrocchiale. mettendo Cristo al centro della nostra vita, la preghiera liturgica riesce ad essere colloquio con il Signore e si trasforma in testimonianza individuale e comunitaria, facendo progredire ogni fedele nel cammino spirituale; c'è però il rischio che tale celebrazione possa diventare una prassi ripetitiva, sia perché i fedeli non sempre hanno una disposizione d'animo adatta, sia, a volte, per la mancanza della solita comunicativa emozionale dei sacerdoti. |
| Per i fedeli meno assidui alle celebrazioni eucaristiche domenicali, la domenica non è ancora sentita come "Giorno del Signore" da dedicare al rapporto personale e comunitario con Dio ed i fratelli. Per costoro occorre che la comunità intera metta in atto forme di accoglienza e di familiarizzazione, oltre ad un'educazione alla partecipazione alle celebrazioni, perché abbiamo notato che la partecipazione è maggiore quando ci si sente di più a proprio agio. |
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La nostra parrocchia prevede un consistente numero di S.S. messe domenicali: due vespertine, una al sabato e una alla domenica , e quattro durante il giorno di domenica; ad esse se ne aggiungono una celebrata nella Cappella del Sacro Cuore, in via Caravaggio, ed una in quella di Santa Croce, in via Manzoni. Tale numero è per venire alle esigenze di lavoro e di svago che spesso sono causa di lontananza dei fedeli di tutta la forania. La domenica, così come negli altri giorni della settimana, oltre alle Messe vengono celebrati, nella nostra parrocchia, la liturgia delle Ore ed il Santo Rosario. |
| In tutte le S. Messe vengono evidenziati lo stretto legame tra l'Eucarestia e gli altri Sacramenti, la ministerialità che ogni fedele riceve in virtù del Battesimo e la partecipazione alla mensa eucaristica, nonché la responsabilità di trasformare il rapporto dìamore con Dio da verticale ad orizzontale facendone partecipe glia altri. E ciò perché siamo convinti che la ministerialità della Chiesa non è la partecipazione alla liturgia delle varie categorie ecclesiastiche attribuite per "decreti" ma è ministro colui che porta il messaggio della Messa al di fuori delle mura della Chiesa, quindi tutti siamo chiamati ad essere ministri. |
| Il problema che constatiamo non è tanto quello di far uscire i fedeli dalle mura dalla chiesa con un animo apostolico aperto alla condivisione, quanto quello di radicare nei loro cuori tale predisposizione; perché spesso si esce dalla chiesa pieni di buona volontà di fare, ma ci si lascia travolgere dalla vita quotidiana, pertanto una parte dei fedeli non traduce in pratica la Parola di Dio; perciò tutta la comunità deve essere sempre vigile e propositiva sia nelle celebrazioni che nelle altre attività della parrocchia. |
| I primi ministri sono membri del C.P.P. che devono per primi tradurre l'"ecclesialità" in un linguaggio laico, essendo essi i tramiti tra la Chiesa, la Parola di Dio e gli altri membri della comunità ed aiutare i sacerdoti con proposte e suggerimenti nonchè operando attivamente per rendere le celebrazioni più coinvolgenti. |
| Si stanno sperimentando modi per valorizzare ancor più la domenica con l'opera di disponibilità da parte del "motore trainante" della comunità eucaristica formato dal C.P.P. e dal C.P.A.E., ai quali di aggiungono gli operatori sinodali, per l'accompagnamento dei fedeli anziani e disabili alle celebrazioni e le visite al domicilio degli ammalati e degli anziani soli, per farli sentire inseriti nella comunità. |
| IV. Rivitalizzare forme e modi della liturgia crisitana |
| I sacerdoti della nostra parrocchia hanno a cuore di far comprendere ai fedeli la differenza tra la devozione, intesa come preghiera personale e la celebrazione liturgica intesa come lode a Dio da parte di tutta la comunità . Per favorire un ascolto delle Sacre Scritture che arrivi al cuore di ogni membro dell'assemblea per tradursi in preghiera, si cerca di scegliere letture e preghiere coinvolgenti ed adatte al particolare momento liturgico , nonché lettori che sappiano comunicare e non soltanto leggere la parola di Dio , soprattutto |
| durante le celebrazioni eucaristiche domenicali. Inoltre, per le celebrazioni particolari, aiuta molto mettere a disposizione dei fedeli opuscoli, sussidi, foglietti nei quali sono indicate le preghiere, i brani della Sacra Scrittura, che si propongono, e le riflessioni, sia per un coinvolgimento maggiore dei fedeli nella celebrazione stessa, sia per porre uno spunto di riflessione che può diventare preghiera personale anche dopo la celebrazione. |
| La nostra comunità è impegnata da tempo ad aiutare i giovani e i ragazzi a comprendere e ad amare la preghiera comunitaria , infatti non si perde occasione per farli partecipare attivamente in prima persona alla preparazione (es. Via Crucis, Veglie) e allo svolgimento (come ministranti, lettori, animatori) delle celebrazioni, naturalmente supportati da adulti preparati e convinti. |
| I giovani che si preparano al matrimonio sono seguiti da coppie di sposi che durante il corso di catechesi prematrimoniale della durata di due mesi organizzano, tra l'altro, incontri specifici dedicati alla preghiera e momenti di riflessione e di preghiera comunitaria in ritiri fuori dall'ambito parrocchiale nei quali vengono coinvolti anche le famiglie degli sposi Si stanno facendo, inotre, tentativi di seguire gli sposi anche dopo la celebrazione del matrimonio. |
| Tutte le celebrazioni liturgiche vengono accuratamente preparate sia dai sacerdoti che dai partecipanti: ogni gesto, ogni canto, ogni segno, viene offerto all'assemblea con semplicità e con solennità. in modo da trasmettere all'assemblea l'intima bellezza del Vangelo. |
| In occasione di un funerale il sacerdote visita la famiglia del defunto per dare conforto ai parenti e benedire la salma. poi, nel giorno delle esequie, la comunità si riunisce in parrocchia dove la liturgia funebre è sempre inserita nella celebrazione eucaristica . Talvolta il sacerdote è chiamato dai parenti del defunto a celebrare tale liturgia in parrocchia diversa. L'officiante non perde l'occasione per una catechesi per i non praticanti che sono presenti a queste celebrazioni. |
| Nelle particolari feste del calendario liturgico quali Pasqua, il Natale, la domenica delle Palme ecc. alle quali partecipano anche moltissimi di coloro che non sono normalmente presenti alle celebrazioni domenicali, si riserva da parte della comunità una particolare accoglienza offrendo un'atmosfera di familiarità che si estende anche oltre la celebrazione (ad es. lo scambio di auguri nel salone parrocchiale dopo la S. Messa in occasione della Pasqua e del Natale ) e si offre loro una liturgia sobria ma solenne che vada a toccare l'intimo di ogni partecipante. |
| V. Dalla Liturgia cristiana alle forme di devozione e di preghiera singola e comunitaria |
| Non sempre la nostra parrocchia riesce ad animare le celebrazioni domenicali con il canto , che non dovrebbe mai mancare, perché è espressione di vitalità di una comunità ed è preghiera corale di lodi al Signore, in quanto non sempre è presente un coro o un gruppo cantore come per la celebrazione delle ore 11,15 e quella vespertina domenicale . per questo si è proposto di trovare persone che partecipando sempre alle stesse Messe possano animare con canti la celebrazione, magari provati con l'assemblea prima dell'inizio della funzione. Quando è presente il coro, il livello dei canti è soddisfacente se bene eseguiti, tanto da coinvolgere buona dell'assemblea. |
| I canti proposti nella nostra Parrocchia provengono prevalentemente da un libretto di canti proprio della parrocchia , nato a ridosso del nuovo millennio, sempre presente sui banchi durante le celebrazioni domenicali. Non è conosciuto il repertorio nazionale di canti per la Liturgia editi nell'anno 2000. In casi particolari i canti scelti per la funzione sono trascritti su appositi foglietti che vengono distribuiti a tutti i fedeli. |
| Non è previsto il canto per le lodi mattutine che vengono celebrate sia nei giorni festivi che in quelli feriali. Le lodi sono molto seguite e si cerca di renderle anche preghiera personale . Incontriamo qualche difficoltà con la celebrazione dei vespri, perché in occasione delle SS. messe serali spesso sono presenti fedeli non appartenenti alla nostra parrocchia, quindi non "formati liturgicamente" per i quali, forse, tale preghiera potrebbe essere solo come un allungamento della S. Messa. In questo contesto si è pensato di cominciare la celebrazione dei Vespri nel mese di maggio quando ci sono molto più fedeli devoti alla S.Vergine disposti a collaborare e a pregare in modo più completo. |
| Molta attenzione da parte dei sacerdoti è rivolta affinché le "devozioni" personali vengono indirizzate nella preghiera comunitaria. |
| L'unica manifestazione comunitaria devozionale della nostra parrocchia è la fiaccolata per le strade del rione in onore della Beata Maria Vergine Immacolata di Lourdes, alla quale la parrocchia è dedicata. La manifestazione, alla quale partecipa un consistente numero di fedeli, è preceduta da un triduo di preghiere ed è un momento di preghiera con canti e recita del S.Rosario |
| Trovandoci nel territorio del Comune di Napoli non viene dato particolare risalto al Santo Patrono della diocesi S.Procolo, mentre viene celebrata una S. Messa in più nel giorno dedicato a S. Gennaro. Non sono molto conosciute le figure diocesane del Venerabile don Giustino Russolillo e della Serva di Dio Madre Ilia Corsaro, ma riteniamo utile approfondirne la conoscenza, perché figure a noi contemporanee. |