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Quaresima :
Beato chi spera nel Signore
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Anche se è sempre
tempo
favorevole per accogliere grazia e
misericordia del Signore, tuttavia la chiesa,
che conosce l’incapacità della nostra
umanità a vivere con forte tensione il
cammino quotidiano verso di Lui, chiede
che ci sia un tempo preciso che si stacchi
dal quotidiano, un tempo “altro”, un tempo
forte in cui far convergere nello s f o r z o d i
conversione la maggior parte delle energie
che ciascuno possiede
Ecco allora che ogni
anno ritorna la Quaresima, “un tempo pieno”
di quaranta giorni da vivere, da parte dei
cristiani tutti insieme, come tempo di
conversione, di ritorno a Dio: tutti insieme,
dunque, in comunione e solidarietà. Si, la
Quaresima è il tempo del ritrovamento della
nostra verità e autenticità, ancor prima che
tempo di penitenza: non è un tempo in cui
“fare” qualche particolare opera di carità o
di mortificazione, ma è un tempo per
ritrovare la verità del nostro essere. Tuttavia
la conversione è un dinamismo che deve
essere sempre rinnovato, nei diversi
momenti dell’esistenza, nelle diverse
età, affinché stanchezza o
smarrimento del senso e del fine
della nostra vocazione non
portino a vivere male la
nostra fede. |
Da sempre l’uomo può esercitare la sua
libertà nello scegliere la vita e il bene, la
morte e il male: la fede cresce in questo
continuo esercizio di scelta. Rinnovare la
nostra adesione alla legge del Signore,
volgere a Lui il nostro cuore, in una parola
convertirci, è la via da percorrere se
desideriamo vivere sempre più
consapevolmente e in profondità
l’esperienza dell’essere cristiani: persone,
cioè, radicate in Cristo. Non è certo un
radicamento scontato, indolore, senza
conseguenze; non un percorso già
confezionato, né esente dalla sofferenza.
Comporta infatti il mettere da parte le
sicurezze che ci costruiamo, il diventare
capaci di rinunciare anche alle cose che
abbiamo; ma nella misura in cui lo faremo
nostro avremo la certezza che il Signore è
lì accanto a noi. |