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In che cosa consiste il ministero istituito di
“lettore” |
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5- "Il lettore e' istituito per l'ufficio,
a lui proprio, di leggere la Parola di Dio nell'Assemblea liturgica. Pertanto,
nella messa e nelle altre azioni sacre spetta a lui proclamare le letture
della sacra Scrittura (ma non il Vangelo); in mancanza del salmista, recitare
il salmo interlezionale; quando non sono disponibili ne' il diacono ne' il
cantore, enunciare le intenzioni della preghiera universale dei fedeli;
dirigere il canto e guidare la partecipazione del popolo fedele; istruire i
fedeli a ricevere degnamente i sacramenti. Egli potra' anche - se sara'
necessario - curare la preparazione degli altri fedeli, i quali, per incarico
temporaneo, devono leggere la sacra Scrittura nelle azioni liturgiche.
Affinche' poi adempia con maggiore dignita' e perfezione questi uffici,
procuri di meditare assiduamente la sacra Scrittura. |
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"AD PASCENDUM" LETTERA ENCICLICA DI SUA SANTITA' PAPA PAOLO VI |
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Roma, S. Pietro, 15 agosto 1972 |
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...Poiché l’ingresso nello stato clericale è differito fino al diaconato, non ha più luogo il rito della prima tonsura, per il quale in precedenza il laico diventa chierico. Viene, tuttavia, introdotto un nuovo rito, grazie al quale colui che aspira al diaconato o al presbiterato manifesta pubblicamente la sua volontà di offrirsi a Dio ed alla chiesa per esercitare l’ordine sacro; la chiesa, da parte sua, ricevendo questa offerta, lo sceglie e lo chiama perché si prepari a ricevere l’ordine sacro, e sia in tal modo regolarmente ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato. 3- In particolare conviene che i ministeri di lettore e di accolito siano affidati a coloro che, come candidati all’ordine del diaconato o del presbiterato, desiderano consacrarsi in modo speciale a Dio ed alla chiesa. Questa infatti, proprio perché " mai non cessa di nutrirsi del pane della vita dalla mensa sia della parola di Dio che del corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli ", ritiene molto opportuno che i candidati agli ordini sacri, tanto con lo studio quanto con l’esercizio graduale del ministero della parola e dell’altare, conoscano e meditino per un intimo contatto questo duplice aspetto della funzione sacerdotale. E così l’autenticità del loro ministero risalterà con la più grande efficacia. I candidati allora si accosteranno agli ordini sacri, pienamente consapevoli della loro vocazione, " ferventi nello spirito, pronti nel servire il Signore, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei santi ". ... II. I candidati al diaconato, sia permanente che transitorio, ed i candidati al sacerdozio debbono ricevere, se non l’hanno già fatto, i ministeri di lettore e di accolito, ed esercitarli per un conveniente periodo di tempo, al fine di disporsi meglio ai futuri servizi della parola e dell’altare. Per i medesimi candidati la dispensa dal ricevere i ministeri è riservata alla santa sede. III. I riti liturgici, mediante i quali avviene l’ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato, e si conferiscono i ministeri sopra ricordati, debbono essere compiuti dall’ordinario dell’aspirante (il vescovo e, negli istituti clericali di perfezione, il superiore maggiore). IV. Siano rispettati gli interstizi, stabiliti dalla santa sede o dalle conferenze episcopali, tra il conferimento - che avrà luogo durante il corso teologico - dei ministeri del lettorato e dell’accolitato, nonché tra l’accolitato e il diaconato.
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