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Ottava
comunicazione all’assemblea domenicale orante dei lavori del Sinodo
Diocesano svoltasi sabato 25 marzo. |
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Sabato 25
marzo, negli incontri dei circoli minori, cioè
nei laboratori di lettura, ascolto e discussione dello Strumento di lavoro
del Sinodo, per la Parola annunciata
(catechismo ai ragazzi e agli adulti), abbiamo sottolineato che è da
assecondare e incoraggiare, nella nostra Diocesi, una più organica
proposta formativa a vantaggio di tutti gli operatori pastorali, di
coloro, cioè, che si incamminano verso i ministeri istituiti o il
diaconato permanente. Le diverse iniziative, nate in questi anni, fanno
comprendere come sia sentita l’esigenza di proseguire in
questa opera. Inoltre ci siamo confrontati su
questioni particolari quali: utilizzo dei catechismi, del Progetto
catechistico della Conferenza Episcopale Italiana, che restano
validi ma è necessario aggiornarli;
articolazione della preparazione catechetica prossima alla Messa di Prima
Comunione con l’inserimento diretto e partecipativo della famiglia che
spesso risulta assente; celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione
cristiana per adulti con la diretta partecipazione della comunità locale
sia nella fase di cammino preparatorio che in quella celebrativa e
operativa; disciplina nel rilascio dei nulla osta per frequentare gli
incontri catechistici, in preparazione prossima ai Sacramenti
dell’Iniziazione cristiana, in altre parrocchie che deve essere a
discrezione prudente dei singoli parroci ma sempre con previa preparazione
catechetica; “mettere le parrocchie in rete in uno slancio di pastorale di
insieme”, coordinata dai vicari foranei e dai Consigli pastorali foraniali.
Collaborazione, corresponsabilità, costituiscono
le premesse necessarie di un modo nuovo di fare pastorale. Per la
Parola celebrata (S. Messa e celebrazione dei sacramenti),
abbiamo ribadito che bisogna promuovere la celebrazione della
Liturgia delle Ore che struttura, orienta e guida la preghiera comunitaria
e personale iniziando gradualmente con la recita di Lodi e quella del
Vespro. La SS. Trinità ha il posto centrale in ogni atto di culto,
per cui ogni forma di pietà e di devozione deve
essere concepita e vissuta esclusivamente come preparazione e come
sviluppo di questa centralità e costituire un’ occasione veramente forte e
privilegiata di evangelizzazione e di favorevole catechesi degli adulti.
Per la Parola condivisa ( carità e condivisione), il Sinodo vuole rendersi presente laddove la cultura si elabora e si comunica a più alto livello, come l’Università, per svolgere una congiunta azione pastorale con docenti, ricercatori, studenti e personale. Riguardo l’uso dei beni e delle risorse di cui dispone la Diocesi, abbiamo ricordato che deve essere sempre ispirato a criteri di condivisione e di aiuto concreto verso i meno abbienti della comunità sovvenendo e rinforzando la carità che ogni parrocchia già realizza. L’amministrazione dei beni temporali deve essere fatta dalle comunità con trasparenza; rilevante è il ruolo dei “Consigli per gli affari economici” che restano lo strumento pastorale più idoneo per una gestione oculata. Abbiamo, altresì, riaffermato la totale gratuità di tutti i servizi religiosi e di culto; pur tuttavia per sovvenire alle necessità contingenti ognuno, a suo modo, può partecipare alla vita della comunità. |