Settima comunicazione all’assemblea domenicale orante dei lavori del Sinodo Diocesano
svoltasi sabato 18 marzo.
 
   
 
   
  
 Sabato 18 marzo, negli incontri dei circoli minori, cioè nei laboratori di lettura, ascolto e discussione dello Strumento di lavoro del Sinodo, per la Parola annunciata (catechismo ai ragazzi e agli adulti), abbiamo constatato che l’era delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sta unificando l’umanità rendendola, come si suol dire, un villaggio globale. Comunicare vuol dire entrare in relazione con l’altro; in tal senso, la comunicazione è elemento fondamentale della stessa comunione: non può esservi autentica comunione se prima non vi è vera comunicazione. Oggi il primo annuncio, la catechesi o l’approfondimento ulteriore della fede, non può più fare a meno di questi mezzi di comunicazione. Il messaggio evangelico, così, può giungere a folle di uomini, ma la sfida è riuscire a penetrare nella coscienza di ciascuno come se questi fosse l’unico; diversamente la Buona Notizia rischia di diventare una delle tante notizie tra le altre.

Per la Parola celebrata (S. Messa e celebrazione dei sacramenti), riguardo ai Sacramenti dell’Ordine Sacro e del Matrimonio, abbiamo riaffermato che essi sono veri e propri “Sacramenti del servizio della comunione”,in quanto edificano e corroborano la comunità cristiana. Infatti come il Sacramento dell’Ordine genera la comunità sacramentale, a cui non fa mancare il servizio ministeriale, il Sacramento del Matrimonio- i cui ministri sono gli sposi stessi -assicura alla comunità il segno dell’alleanza sponsale, tra Dio e gli uomini, e garantisce la diffusione e l’incremento del popolo di Dio.

Per la Parola condivisa ( carità e condivisione), riguardo al mondo del lavoro, la comunità cristiana deve rintracciare i modi più idonei per favorire nuovi stili imprenditoriali e, soprattutto, per rilanciare la dottrina sociale cristiana circa i problemi del lavoro, dell’economia e della finanza, in dialogo costante con esperti e studiosi di economia, di imprenditoria e di processi di management. La nostra pastorale diocesana si scopre in netto ritardo nei confronti di questo mondo. È necessario, altresì, una mobilitazione pastorale in vista di una rinnovata presa di coscienza e di opportuna reazione a proposito delle nuove e vecchie emarginazioni e delle nuove frontiere della carità: pace, non violenza, ecosistema.