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Quinta
comunicazione all’assemblea domenicale orante dei lavori del Sinodo
Diocesano svoltasi sabato 4 marzo. |
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Sabato 4 marzo, negli incontri dei circoli minori, cioè nei laboratori di lettura, ascolto e discussione dello Strumento di lavoro del Sinodo, per la Parola annunciata (catechismo ai ragazzi e agli adulti), abbiamo riaffermato che la famiglia cristiana, “Chiesa domestica”, “cellula” viva e vitale della comunità ecclesiale, è il luogo dove tutte le attività di annuncio, e in particolare di iniziazione cristiana, trovano posto. Essa manifesta, con il suo stesso essere, il Vangelo della vita che è Gesù Cristo. Negli ultimi anni, forte è stato l’impegno, da parte della Diocesi, nei confronti della preparazione prossima al matrimonio che si presenta come una vera e propria occasione di evangelizzazione degli adulti. Le comunità parrocchiali, a tal proposito, devono studiare le giuste modalità operative nel sostenere le famiglie nascenti a coltivare la dimensione spirituale della vita affettiva, interpersonale, sessuale, sociale ed economica, perché ciascuno trovi qui la dimensione più elementare e permanente della sua personalità e la sua dimora interiore. Per la Parola celebrata (S. Messa e celebrazione dei sacramenti) abbiamo ribadito che il rinnovamento pastorale di ogni comunità cristiana si deve configurare secondo il modello dell’iniziazione cristiana: cammino di fede e di conversione grazie al quale l’essere umano viene gradualmente introdotto nel mistero di Cristo e della vita della Chiesa. L’iniziazione cristiana si compie attraverso i Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia, segni sensibili dell’amore trasformante di Dio. Il Battesimo, inizio della vita nuova che non si esaurisce mai, è il Sacramento più richiesto ma, paradossalmente, è ancora il meno compreso. La Confermazione che ne è il rafforzamento, arricchisce chi lo riceve di ulteriori doni dello Spirito Santo. L’Eucaristia, che è davvero il pasto di comunione nel quale si spezza l’unico pane, è medicina di immortalità, antidoto contro la morte, alimento dell’eterna vita in Gesù Cristo. Per la Parola condivisa ( carità e condivisione) abbiamo ricordato che la comunità dei credenti, riunita in una parrocchia, si rende credibile se è capace di dare volto all’amore e alla carità e i sacerdoti, ai quali è affidata, sono chiamati a farla crescere in questo senso. Segni e strumenti efficaci per la crescita, ma da rilanciare, sono gli organismi di partecipazione diocesana e parrocchiale: Consiglio presbiterale, C.P.P. e C.P.A.E. Inoltre, chiamata a vivere la carità nella missionarietà la parrocchia deve aprirsi alla Diocesi e alle altre parrocchie e rinnovare il suo legame con il territorio in modo da scoprire le sue periferie e i suoi poveri. |