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Terza
comunicazione all’assemblea domenicale orante dei lavori del Sinodo
Diocesano svoltasi sabato 11 febbraio. |
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Sabato 11 febbraio, negli incontri dei circoli minori, cioè nei laboratori di lettura, ascolto e discussione dello Strumento di lavoro del Sinodo, per la Parola annunciata (catechismo ai ragazzi e agli adulti), abbiamo iniziato a discutere sul “ cammino d’Iniziazione cristiana”, cammino lungo e articolato attraverso il quale si diventa, ordinariamente, cristiani nella comunità ecclesiale. La Parrocchia è il luogo ordinario in cui questo cammino si realizza ma il modello tradizionale è in crisi, a causa del mutato contesto sociale e culturale. Per questo occorre che le nostre comunità si rendano capaci di operare un cambiamento nei tempi e nei ritmi dell’Iniziazione cristiana. Dovremmo rifiutare la catechesi che sia soltanto “preparazione prossima ai Sacramenti”, che abbia carattere scolastico, che non coinvolga in modo adeguato le famiglie, che soprattutto non sia estesa negli anni: dovremmo, perciò, mirare ad una catechesi permanente, cioè ad una catechesi che duri nel tempo. Per la Parola celebrata (S.Messa e celebrazione dei sacramenti) abbiamo ribadito che sia i ministri istituiti (lettori, accoliti, ministri ausiliari dell’Eucaristia) che tutte le persone che “ di fatto” esercitano altri ministeri all’interno delle azioni liturgiche ( cantori, ministranti, ostiari ecc.) vanno incoraggiate e opportunamente formate; evitando, però, ogni forma di protagonismo. Dobbiamo prestare particolare cura al gruppo dei ministranti, favorendo l’ingresso di adulti, sia uomini che donne. Decorosa e sobria deve essere la sistemazione dei luoghi di culto per favorire la partecipazione devota, attenta e fruttuosa dell’assemblea. Poichè il Sinodo, intende promuovere l’arte sacra ribadisce che essa possa trovare posto anche nell’aula liturgica purché al dì fuori delle celebrazioni. Nella liturgia primo e fondamentale “segno”sensibile ed efficace dello Spirito è la “mensa della Parola di Dio” accanto alla “mensa del Pane eucaristico”; per questo è importante preparare il lettore affinché renda facile l’ascolto e la comprensione dei testi che proclama. Per la Parola condivisa ( carità e condivisione) abbiamo riconfermato la famiglia quale luogo privilegiato per educare alla carità, testimoniandola. È la parrocchia che, attraverso proposte pastorali coraggiose, deve incoraggiarla a solidarizzare con il vicinato; ad essere disponibile all’azione pacificatrice; alla diffusione della cultura dell’affido e dell’adozione dei bambini; ad imparare ad ascoltare e a parlare alle nuove generazioni, leggendo e interpretando i segni dei tempi, in modo che queste vengano educate alla gratuità. Molte sono le famiglie che vivono da sole la difficoltà di gestire persone care ammalate; non dobbiamo dimenticarle e, per quanto è possibile, continuare a considerarle “componenti attive “ nel tessuto parrocchiale e diocesano. |